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La mimosa: il simbolo della festa della donna

La mimosa: il simbolo della festa della donna

La mimosa, con i suoi allegri fiori gialli, è diventata da anni il simbolo della festa della donna e nasconde un significato ben preciso che Monza Reale vuole raccontarti.

La mimosa è una pianta che è stata importata in Europa all’inizio del XIX secolo: è originaria dell’Australia ma in Europa ha trovato il clima ideale per crescere e riprodursi. I suoi rami sbocciano a fine inverno e con il loro colore giallo intenso smorzano regalano un po’ di colore alla fine dell’inverno, ricordandoci che la primavera sta arrivando.

Secondo gli Indiani d’America i fiori della mimosa significano forza e femminilità: ecco perché è stato eletto fiore simbolo della festa della donna. Inoltre non solo fiorisce proprio in concomitanza dell’8 marzo, ma ha un significato in linea con la ricorrenza.

La mimosa il simbolo della festa della donna 2

Sai perché è stata scelta come data l’8 marzo?

Secondo voci che si tramandano, l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città il 25 marzo 1911, l’incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori (123 donne e 23 uomini, in gran parte giovani immigrate di origine italiana ed ebraica). Altre versioni citavano la violenta repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857, mentre altre ancora riferivano di scioperi o incidenti avvenuti a Chicago, a Boston o a New York.

Nonostante le ricerche effettuate da diverse femministe tra la fine degli anni settanta e gli ottanta abbiano dimostrato l’erroneità di queste ricostruzioni, le stesse sono ancora largamente diffuse fra la gente.

Cosa successe invece in Italia?

Nel settembre del 1944, si creò a Roma l’UDI, Unione Donne in Italia, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d’Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu l’UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera.

Nel 1946 l’U.D.I (Unione Donne Italiane) scelse la mimosa come fiore perfetto per simboleggiare la festa della donna: è infatti un fiore che cresce spontaneamente in molte parti d’Italia, è economico ed è facile avere un rametto piccolo da appuntare alla camicetta o alla giacca.

Hai ricevuto in regalo un mazzo di mimosa? Monza Reale ti consiglia come conservarla e come utilizzarla.

La mimosa è un fiore molto esile e delicato, infatti il semplice trasporto o lo spostamento del rametto causa la caduta dei globi gialli. Per far durare a lungo un rametto fresco ricevuto in dono, è necessario prima di tutto rimuovere, con l’aiuto di un piccolo coltello, le foglie più vicine all’estremità del gambo, per evitare possano marcire una volta immerse in acqua. In seguito prendiamo un vaso abbastanza capiente, da riempire con acqua a temperatura ambiente. La mimosa è una varietà che assorbe quantitativi importanti di liquidi e, per questo, sarà necessario cambiare l’acqua spesso, assicurando che l’estremità del gambo risulti sempre immersa. Inoltre, considerato come il fiore gradisca una lieve acidità, si può versare qualche goccia di succo di limone direttamente nel vaso. Bisognerà poi esporre il rametto alla luce del sole, preferibilmente sul davanzale di una finestra, assicurandosi però che il calore dell’ambiente non sia eccessivo: i fiori, infatti, non amano una temperatura superiore ai 20 gradi.

Se invece hai deciso di essiccarla ti consigliamo l’impiego di un libro: è sufficiente appoggiare un rametto tra le pagine e alla chiusura del tomo l’effetto della pressione, del buio e della mancata circolazione dell’aria permetteranno di ottenere, dopo una ventina di giorni, una perfetta mimosa secca. Per evitare che il fiore possa lasciare delle macchie sulle pagine, è possibile usare un foglio protettivo di carta assorbente da cucina.

Una volta secca, la mimosa può essere impiegata per le più svariate idee creative, basta lasciare galoppare la fantasia.

Ecco per te qualche suggerimento:

  • Aggiungere i rametti di mimosa a una composizione di fiori secchi
  • Creare un pot pourri:utilizza una piccola ciotola e adagia una manciata di globi di mimosa, aggiungendo altre varietà a proprio piacere, nonché spezie ed essenze per aumentarne il profumo (ad esempio cannella, il chiodo di garofano, bastoncini di sandalo, incenso o qualche goccia di tea tree oil)
  • Découpage, in particolare nella sua versione appiattita. Si potrà, ad esempio, realizzare un segnalibro o della carta da lettere personalizzata, oppure applicare su dei contenitori vari.

 

Monza Reale vuole augurare a tutte le donne di trascorrere una giornata ricca di gioia e ti consiglia un evento tutto al femminile: l’inaugurazione della mostra presso la Galleria Civica di Monza “Donne di carta.Da Goya a Picasso” alle ore 18.

Saranno esposte trentatré opere su carta, perlopiù stampe, appartenute alla collezione privata di Federica Galli, famosa “inciditrice”, selezionate secondo il tema dell’immagine femminile. Tra le stampe esposte si potrà ammirare un ritratto di Federica Galli di Aligi Sassu, una Yvette Guilbert di Tolouse Lautrec, una Théogonie di Braque, un volto di ragazza di Cézanne e un Proverbio di Goya.

La mostra sarà aperta dal 9 marzo al 25 giugno 2017.

Auguri a tutte, monzesi e non!

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Monzese doc, curiosa scopritrice della propria città, amante degli eventi particolari, romantica cittadina che adora girare sulla sua bicicletta alla scoperta di cose nuove da condividere.

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