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Anniversario del regicidio a Monza: l’ultimo viaggio di re Umberto I

L’anniversario del regicidio a Monza sarà sabato 29 luglio, giorno in cui re Umberto I venne assassinato dall’anarchico Bresci.

Abbiamo già raccontato cosa successe quella sera e ora vogliamo porre l’attenzione su quello che accadde il giorno 8 agosto 1900 quando, con una cerimonia semplice e commoventissima, dalla camera ardente allestita nella Villa reale il feretro di Umberto I venne portato alla stazione su un affusto di cannone preparato a Milano dalla Direzione d’artiglieria e trascinato da sei pariglie di cavalli neri.

Fin dalla mattina Monza piange il suo re: la città si veste di lutto, dalla stazione ferroviaria fino alle vie che portano alla Reggia, con una distesa di drappi neri che addobbano finestre e balconi, mentre alcuni negozi si trasformano in tribune.

Monza è piena di bandiere a mezz’asta e tricolori abbrunati, anche nelle vie in cui non passerà il corteo funebre: iniziano fin dal primo mattino ad arrivare treni carichi di passeggeri di tutti tipi, ovvero operai e reduci, rappresentanti di associazioni di vario genere, vecchi soldati in divisa, elegantissime signore residenti in Brianza e tante persone che arrivano da Milano.

La città riceve moltissime corone di fiori, alcune davvero splendide, fra cui quella di Trieste alta circa 3 metri.

Durante la mattinata si iniziano a cercare i posti per assistere al corteo: per i balconi e le finestre si offrono perfino centinaia di lire, mentre alcuni proprietari le affittano donando poi il ricavato all’asilo Umberto I.

Con il passare delle ore la folla diventa sempre più grande e nelle vie del centro di Monza non si riesce più a camminare: i cittadini amavano molto il loro re, chiamato il “re buono”, e tutti desiderano dargli l’ultimo saluto.

Anche in Villa reale c’è molta animazione, con un continuo accorrere di autorità e ufficiali; alle 10 di mattina arriva da Milano l’affusto d’artiglieria, verniciato a nuovo, sul quale verrà posto la bara.

Il personale di corte sbriga invece velocemente i preparativi per la partenza e dozzine di di vetture partono per la stazione stracolme di bauli e valigie.

Alle 14.45 si apre il grande cancello della Villa reale e le rappresentanze con bandiera si schierano su due ali nel vialone, di fianco alla compagnia di guardia; i corazzieri portano a braccia la bara dalla camera mortuaria sull’affusto, accompagnati dai principi e generali. Il corteo funebre inizia a formarsi e al comando del Duca d’Aosta si avvia per le strade di Monza, gremite dalla folla.

In questa triste giornata la nostra Corona ferrea ha un posto d’onore perchè viene collocata nel vagone funebre insieme al feretro in partenza per Roma.

La salma è collocata in una carrozza dei treni direttissimi trasformata in cappella, mentre il vagone è addobbato con velluto rosso listato d’oro, l’addobbo funebre tradizionale di Casa Savoia. Nel treno prendono posto i principi, i gentiluomini della guardia d’onore, alcuni ecclesiastici appartenenti quasi tutti al clero di Corte e alcuni dei delegati monzesi a cui è affidato l’incarico di accompagnare a Roma la Corona ferrea.

Inizia così l’ultimo viaggio di re Umberto I: alle 14.27 in punto il treno si mette in marcia, accompagnato dal suono di tutte le campane delle chiese della città.

Da quel tragico 29 luglio del 1900 il destino di Monza cambiò.

Anniversario del regicidio a Monza (2)


Monzese doc, curiosa scopritrice della propria città, amante degli eventi particolari, romantica cittadina che adora girare sulla sua bicicletta alla scoperta di cose nuove da condividere.

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